Cosa sono i Brevetti

Brevetti

Il brevetto è l'atto in virtù del quale viene riconosciuta la titolarità esclusiva di utilizzare un'invenzione per un arco di tempo predeterminato.

Ciò significa che solo il titolare del brevetto può sfruttare l'innovazione, che è frutto della sua fantasia e del suo lavoro, a meno che non autorizzi in modo esplicito altri a fare ciò, come avviene ad esempio nel caso in cui egli non possegga fondi economici da investire nella realizzazione del progetto basato sulla sua felice intuizione.

Così come è riconosciuto il diritto di proprietà sui beni, allo stesso anche le idee originali beneficiano della tutela che deriva dall'istituto giuridico del brevetto e tale assunto è valido da secoli.

Gli antenati dei moderni brevetti si possono rintracciare già nelle leggi dello Stato di Venezia, risalenti a fine Quattrocento, e successivamente nella patente imperiale che nel primo Ottocento si andava radicando nel regno di Lombardia.

Da ciò si evince come la privativa industriale sia da lungo tempo oggetto di particolare tutela da parte dello Stato e tale scelta non dovrebbe stupire dato il valore sociale ed economico insito in molte invenzioni.

Pensiamo, tanto per citare un esempio assai celebre, alla diatriba scaturita attorno al brevetto del telefono, l'eccezionale invenzione oggetto di una secolare contesa tra Antonio Meucci ed Alexander Graham Bell.

Al giorno d'oggi sembra acclarata la paternità dell'invenzione a vantaggio dell'italiano Meucci, il quale nel 1873 non riuscì a completare la procedura di richiesta del brevetto per mere ragioni di disponibilità economiche.

Sembra la sceneggiatura di un film, ma è la realtà storica, la quale dovrebbe anche ammonire tutti i geniali inventori a fare attenzione all'iter da seguire per depositare un brevetto di cui parleremo di seguito.